xoves, 4 de xuño de 2026

AQUÍ TEMOS UNHA RECESIÓN DUNHA ALUMNA DO CLUB DE LECTURA DE ITALIANO. MOITAS GRAZAS POLA COLABORACIÓN!

 

MARÍA ZEF

 

PAOLA DRIGO

RECENSIONE

 

Rosúte No! Rosúte No! Rosúte No!

 

 

Questa esclamazione mi è rimasta in testa per parecchio tempo, sono stato fortemente colpito da questo romanzo, e dopo averlo finito mi ha invaso un disagio che è durato a lungo.

 

Lo sapevo, e mi aspettavo che l’unico finale possibile fosse quello che si è verificato, non c’era alcuna possibilità di un finale leggeramente felice per Mariúte, dopo aver saputo delle sofferenze della vita di sua madre, della sua propria vita rubata da suo zio, che la violentava, e soprattutto del futuro nero che avrebbe affrontato la piccola Rosúte, predestinata allo stupro irrimediabile di suo padre, non céra un’altra via d’uscita.

 

Tornando al romanzo , direi che mi è piaciuto tanto quanto mi ha messo a disagio, ho passato tutta la lettura preoccupato e agitato.

Ho trascorso tutta la vita a fianco di Mariute e ora sono molto preoccupato sia per il suo futuro, probabilmente diversi anni in un riformatorio, che per quello della piccola Rosúte.

 

Come potrà Mariúte recuperare qualcosa di positivo per la sua vita? Quella bella speranza con Pieri, che tutti abbiamo vissuto durante la nostra adolescenza, è stata distrutta da quel bestione di Barbe Zuf.

 

Un finale tragico, inevitabile, che mi fa riflettere sul fatto che, in molti che si definiscono uomini, sia la bestia superiore al dominio di sé o che sono solo brutti animali.

 

 

 

José Luis Méndez Pérez

 

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